1. Ben mi degio alegrare

By Auteur inconnu

Ben mi degio alegrare

e far versi d'amore,

ca cui son servidore

m'à molto grandemente meritato;

non si por<r>ia contare

lo gran bene e l'aunore.

Ben agia lo martore,

ch'io per lei lungiamente agio durato.

Però consiglio questo a chi è amadori:

non si 'nsperi, sia buon soferidori

e lui no 'ncresca la gran dimoranza;

chi vole ben compire sua 'ntendanza,

viv'a speranza,

chè non mi par che sia di valimento

da c'omo vene tosto a compimento.

Ben ò veduto amanti

a cui par forte amare

e non vole penare,

e fa come lo nibio certamente:

ch'egli è bello e possanti

e non vole pigliare,

per non troppo affannare,

se non cosa quale sia pariscente.

Così fa quelli c'à povero core

di soferire pene per amore,

e già sa egli ca nulla amistanza

non guadagna omo mai per vilitanza.

Sia rimembranza:

chi vole amor di donna viva a spene,

e contisi in gran gioi tut<t>e le pene.

Così dovemo fare

come il buon marinaro,

che corre tempo amaro

e per affanno già non s'abandona;

pria s'adastia al ben fare,

ancor che li sia caro;

mentr'unque à buon dinaro

non si ricrede de la sua persona.

Vede la morte ed à sempre speranza

e sta in tormento e dassi buon conforto,

'nfin che camp' a rio tempo e giunge a porto,

ed in diporto

non li rimembra poi di quelle pene.

Dolci è lo male ond'omo aspetta bene!