1 - Dal forte nodo esser credendo sciolto
Dal forte nodo esser credendo sciolto
Che 'n foco mi tenea legato e stretto,
L'arco del dolce e amaro fanciulletto
Sprezzando gìa, qual uom superbo molto;
Or, ch'io son più che mai nei lacci avolto,
A le fiamme amorose e ai strai soggetto,
Perdon gli cheggio e, umil nel suo conspetto,
L'alta sentenza del mio fallo ascolto.
Egli, in man tolte le nodose reti
La face e le saette aspre e pungenti,
Stringe ard'impiaga 'l cor già tanto ardito,
Dicendo: "Perché me più non inquieti,
Cui sovr'ogn'altro Iddio temon le genti,
Legato starai sempre, arso e ferito".