1. De le grevi doglie e pene

By Auteur inconnu

De le grevi doglie e pene

ch'io pato per voi, avenente,

la speranza mi mantene

e fami esser soferente;

per penare spero posa,

com pigliar lo prun pungente

per cogliere poi la rosa.

Di tut<t>e pene m'apago

sperando merzè trovare,

e già d'amor non ismago

per troppo vostro orgogliare.

Ch'eo veo mante fïate

l'aira turbata tornare

tostamente in claritate.

Trami vostra gran belleza

ad amarvi oltre misura;

vostro orgoglio nè dureza

già d'amar non mi spaura,

ch'eo starò soferidore,

chè più dà e divien, se dura,

chi combatte vincitore.

Vedut'ò per contastare

al vento, perch'à potenza,

prender l'albore e fiac<c>are

e cader sanza difenza;

la vetrice, che si 'nchina,

mostra all'uom che soferenza

è orgoglio medicina.

Donna, chero pïetate,

ch'io languisco ogne stagione;

sono in vostra potestate

d'aver morte e guerigione.

Non fate come truanno,

ch'al servo truova cagione

per uc<c>iderlo ad inganno.

Non mi fate stare in foco

s'Amor m'à di voi sorpreso,

chè sapete che val poco

chi of<f>ende all'om ch'è preso;

fate como rege bono

ch'al suo servo, s'à of<f>eso,

sforzasi di dar perdono.