1 [Di anonimo]
L'aspro tormento che consuma e sface
a pocho a pocho la mia debil vita
a ragionar m'invita
e dir come m'offende mortalmente
l'alto signor che con l'ardente face
l'anima infiamma sì che, sbigottita,
dal cor vuol far partita
poi che pietade in lui trovo nïente.
Et se alchuna gente
volesse dir che fusse mio difetto,
dico che mai soggetto
non fu tanto fedele a suo signore,
che io più, ad ogni ore,
non sia a llui stato, e mai altro diçire
mio cor non ebbe che di lui servire.
Servito l'ò con quella pura fede
per chui dovrebbe pieta essere nata
là dove fosse stata
duressa, non già picciola né pocho;
e elli non à di me però mersede,
ansi pare la sua faccia piò spietata
ver me e adirata;
ond'io con gran sospiri ardo nel focho,
per ch'io non trovo locho
dove possa sentire alcuna gioia,
c'ogni cosa m'è noia;
poi che, servendo luj e honorando,
mi fa viver penando,
ond'io vorrei di morte le ferute
soffrir, poi ch'io non trovo altra salute.
Altra salute non spero che morte;
però humilemente a llei m'inchino
e prego che in camino
si metta tostamente e per me vegna.
Ogni hom la fugge e io la chiamo forte:
così m'à facto Amor, lasso, meschino.
Che già, per mio destino
non credo ch'io cotal pena sostegna,
che pianeto non regna
in ciel che possa a hom di questo mondo
far sostener tal pondo,
però che non può toller<e> libertate;
ma mie vertù legate
son, sì che convien pur che io mi giri
com'altri vole, ond'io sento martiri.
Se quei martiri ch'io provo e sostegno
fussero in me per forsa di pianeto,
anchor sarei più lieto
che io non sono, almen di questo tanto:
ch'io troverei alchuno in questo regno
che s<e>rebbe posto per simil decreto
in angoscioso fleto,
del quale io prenderei diletto alquanto;
per che di dolor manto
quando portare altrui vede chi 'l porta,
molto se ne conforta,
unde più lieve parli poi suo charcho.
Ma io sotto il grande archo,
non trovo alchun ch'a me simile sia,
né che abbia pena sì malvagia e ria.
Maggiore è il mio dolor ch'io dir non posso,
però mi taccio e or più non ne parlo;
ché, a voler contarlo
interamente, arei la lingua mancha.
Ma prego chi non è d'Amor percosso,
quantunque può, ciaschun deggia schifarlo;
poi che, per honorarlo
chom'aggio dicto, mia vita disfrancha
e àlla già sì stancha
che, chi riguarda nella mia figura,
vedela tanto oschura
che ben comprender può quanto affanato
è il core, unde peccato
dovria parer di me a chi già mai
non ebbe in sé pietà delli altrui guai.
Or te ne va, sconsolata cansone,
e in quella parte ove truovi allegressa
non prenderai contessa
per che tu sai che ella è mia nimicha;
ma di gir<e> t' afaticha
ove abbia gente piena di tormento
et allor fa che dichi il tuo talento.