1.II(375)

By Auteur inconnu

Avranno il Tebro e l'Arno invidia e scorno,

E 'l Mincio e 'l bel Sebeto e in quanti fanno

Dolci canori Cigni almo soggiorno

Incliti fiumi, invidia e scorno avranno;

Ché qui fermarse e non più far ritorno

Le Muse al nido antico ancor vedranno,

E il dolce canto e il dolcemente adorno

Leggiadro stil mal pareggiar potranno.

Poi come avvien che gran virtù fra nui

Vince l'invidia in guisa tal, che resta

Grande in sé stessa e nelle lodi altrui,

Tal, se ben scorgo il ver, tal fia di questa

D'almi Pastor' gentil Corona, a cui

Grazia e favore amico Cielo appresta.