1.IV(377)
Sulla bella di Giano amena sponda
Sorge tenera ancor pianta gentile,
Cui né prima fu mai, né fia seconda
Di sì bei pregi adorna altra simile.
Forma in ogni suo ramo, ogni sua fronda
Sì bel concento in sì leggiadro stile,
Che appo quello che avvien ch'ella diffonda
Fia che rassembri ogn'altro abbietto e vile.
Seggono intorno intorno in lieto coro
Saggi Pastori, e all'ombra sua tessendo
Van di bei carmi un immortal lavoro.
Io, che degli uni il dolce canto e intendo
Dell'altra il dolce suon, da lei, da loro
Del suon, del canto i più bei modi apprendo.