1. Oi forte inamoranza

By Auteur inconnu

Oi forte inamoranza,

che mi conven dottare,

poi non posso mostrare

lo fino amor c'alla mia donna porto!

Nulla agio speranza,

poi non posso parlare;

altro che 'n sospirare

e forte pianger non agio conforto.

Co lagrime dogliose

credo cacciar lo male

ma tut<t>avia più sale - ed avanza,

e cresce mia voglienza;

e sempre ò gran temenza

e non agio speranza

c'aver possa alegranza - mai, nè bene.

S'eo aporto celato

lo meo 'namoramento

e già lo mio talento

non auso dir, nè chiedere merzede,

come sarò mertato?

Ònne alcun pensamento?

o spero alcuno abento?

e ciò lo mio doglioso core crede?

Certo non agio intenza

di trovare pietanza

e non agio speranza. - Conver<r>ia

che pur ella savesse

ciò che 'l mio cor volesse

sanza nulla semblanza

ch'io no le fo d'amanza, - nè mai feci.

Oi potente Amore,

che mi desti feruta

molto crudele aguta

ne lo mi' core, gran torto facisti;

chè dal suo curatore

neient'è conosciuta,

nè la doglia saputa.

Deo, in che forte punto mi feristi!

chè non potrò guerire,

da poi che sta celata

la mia doglia incarnata - nel mio core

e non si può vedire;

converami languire

e di montare in pene

e zo che m'adivene - sofrire in gioia.

O fervente volere

e plaser di semblanza

e ferma disïanza,

al core de la mia donna n'andate,

sì che possa valere

la mia ferma intendanza;

dolze inamoranza

ne lo suo novello core donate

sì che lo mio affare

le sia a piacimento

ed agia gran talento - di tenermi

per suo fino servente;

e fatela fervente

in fino amor sovrano,

a ciò che non sia vano - il mio amore.

Partir non mi faria

da lealmente amare,

membrando il grande affare

che pò venire per lo fino amore:

nè rimaner vor<r>ia

senza inamorare,

ancora che penare

ello mi faccia con gravoso er<r>ore.

Tant'è lo fin volere

ch'io no 'l vor<r>ia lasciare;

ma so che disperare - mi convene

s'altro no mi s'acede.

Dolente chi si vede

davanti a gli oc<c>hi gioia

e dimandar gli è noia - e cocente cosa!