1. Per forza di piacer lontana cosa
Per forza di piacer lontana cosa
è prossimana al core;
e d'esso istando fore
lo fa sentir, chè ci pon simiglianza,
ancor ca per natura esser non osa
in altra parte, intando
ad uno loco quando
certanamente faci adimoranza.
E non sforza ragione,
pensando che di sè pinge e colura,
onde il cor si 'nnamura
e per essa si pone
tal fiata in cento parti per ventura.
Sembianza, c'à lo cor, mi ripresenta
madonna? - i' lo richero
fra me stando in pensero;
compiuta gioi mi fa parer ch'io tena,
per zo che tanto forte mi talenta;
chè s'eo ci penso un poco,
non à senno in me loco:
tener m'è aviso lei che mi dà pena.
Così per dolze errore
campo, chè non m'aucide in veritate,
e credo che pietate
di me prenda a l'Amore,
ond'el si move a far tanta amistate.
Donandomi conforto per inganno,
gir tanto mi convene
che di verace bene
madonna mi consenta dilettanza;
e se 'n fratanto mi grava d'affanno,
agio tuttavia fede
ca per sua gran merzede
alcuna fiata si mova a pietanza.
Quando più mi disdegna,
più sarà dolze la tenuta poi
pena tornerà in gioi.
Se maniera divegna,
caso che disdegnando non dia noi.