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Di qual materia, Amore, ed in qual parte
Ti fabbricò Vulcan l'acerbo strale,
Contro i cui colpi ogni possanza è frale,
Debole ogni riparo e vana ogn'arte?
Non amico consiglio o dotte carte,
Non rimembranza di passato male,
Non lungo tempo e non fuggir mi vale,
Ché, se va lungi il piè, l'alma non parte.
Lasso, o che ciò che piace anco ne sforza,
O che la mente in giudicar s'inganna,
O che più di ragion abito ha forza.
Schernito ho di fortuna il rio furore,
Domato ho già l'ambizion tiranna;
Sol te domar non ho potuto, Amore.