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Stranie Genti, che fuor di legge e guida,
Gravi d'odio e livore, i dì vivete,
E fra inganni e contese aspre, inquiete
Dietro ven gite a cieca voglia infida,
Deh venite a veder quai sul Ren guida
L'alma Giustizia ore serene e quete,
E come nelle sue tranquille e liete
Piagge d'ogni timor lo scioglie e affida.
E so che in voi l'alto disio del giusto
Fia che s'accenda, e che da i petti fuore
N'esca il rigor, ch'entro vi fea soggiorno,
E più allor che vedrete il soglio augusto
Premer Filippo, e starsi in lieto ardore
L'altre belle virtudi a lui d'intorno.