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L'aura, che qui, se avvien che muova e spiri,
Veste di nuovi fior' le piante e l'erba,
E nell'Uom di magnanimi desiri
Fa che frutto immortal si nutre e serba,
Benché, a render di sé lieta e superba
La natia riva, or fia che il corso giri,
Non toglie a me con lontananza acerba
Il conforto, ch'io prendo a' suoi respiri;
Ché se di gir colà, dove comparte
Ella i gran' pregi suoi, non m'è concesso,
Nuova m'insegna Amore, industria, ed arte,
Mentre col vivo mio pensiero istesso,
Che in lei si pasce e mai da lei non parte,
Fo che il mio core ognor le voli appresso.