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Non so se tu, mio Cor, comprendi ancora
Che Amor non è ch'una gran furia in terra,
Che lascia dappertutto e strazj e guerra,
E di pianti e sospir' si pasce ognora.
Per ferir dolcemente il dardo indora,
Ma nella piaga il rio velen poi serra,
Ch'ogni bella speranza alfin sotterra
E le viscere altrui tutte divora.
“Io ben l'intendo,” il Cor risponde, “e bramo
Fuggir l'empio Signore, onde sovente
Ragion, che mi soccorra, invoco e chiamo.
Ma a qual darmi soccorso ella è possente?
Se il desir corre d'un bel viso all'amo,
Teme il mal, lo conosce, e pur consente.”