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Che fa l'alta Fenice all'Arno in riva,
Di questa Mole onor, pompa, e decoro,
Pregio del sesso nostro, ampio tesoro
Di questa vita mia, ch'in lei s'avviva?
“Sai che fa?”, ne risponde a me la Diva,
Che vola intorno e stringe tromba d'oro.
“Tesse d'opere eccelse alto lavoro,
In cui la Gloria il suo bel nome scriva.
Io gli alti pregi suoi lieta e festante
Portai sovente all'uno e all'altro Polo,
E dal Gange imperlato al sen d'Atlante;
E spiego ognor per lei sull'etra il volo:
Ma per cantar glorie sì chiare e tante
È confin troppo angusto un Mondo solo.”