10 (301)

By Auteur inconnu

Io veggio entro una bassa e vil capanna

Un Pargoletto, che pur dianzi è nato,

Fra 'l rigor d'aspro verno, abbandonato

Su paglia e fieno, e foglie d'alga, e canna.

Veggio la bella Madre, che si affanna,

Perché sel vede in sì povero stato.

Misero! Ei sta di due Giumenti al fiato;

Misero? Ah questi è Dio, né il cor s'inganna.

Quel Dio, che regge il Ciel, regge gli orrendi

Abissi, e fa su noi nascer l'Aurora,

E il lampo, e il tuono, e i fulmini tremendi.

Ma un Dio sé stesso in sì vil foggia onora?

Vieni, o Superbo, e l'umiltate apprendi

Da quel Maestro che non parla ancora.