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By Auteur inconnu

Se Dio non è delle Città custode,

Indarno è ogn'altro a custodirle intento;

Folle il consiglio e vano è l'ardimento,

E indarno veglia il saggio, indarno il prode:

Ch'o di feroce assalitor fia lode

Le mura empier di stragi e di spavento,

O le non vinte in marzial cimento

Superbe Rocche espugnerà la frode.

Ma se cura di lor prende il sovrano

Moderator delle superne sfere,

Pur veglia ogn'altro difensore invano.

Ché le insidie a scoprir sommo sapere,

E sola basta onnipotente mano

A tutte dissipar l'armate schiere.