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Dolce aura e pura, che, spirando intorno
Al mio sì freddo oscuro e grave core,
Dell'atra notte, ond'egli è cinto, a scorno
Può sciorre il ghiaccio e disgombrar l'orrore:
Per te lice sperar la luce e 'l giorno
Chiaro, ch'egli perdé sol per suo errore;
Per te, ch'a i rai del Sol si faccia adorno
E di vivo si scaldi e santo ardore.
E qual fassi al tornar di Primavera
Lieto di fronde e fiori il bosco, il prato,
Sentendo il Sol da più benigna spera,
Tal egli, pel valor d'un sol tuo fiato,
Vario appien si vedrà da quel ch'egli era,
Di desir' santi e di bell'opre ornato.