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By Auteur inconnu

Quella, o sacro Orator, faconda piena,

Che i nostri petti impetuosa inonda,

Vien con così franco passo e con tal lena,

Che urtando ogni argin rompe ed ogni sponda;

E sì l'arsa de i cor' sterile arena

Con possente virtù bagna e feconda,

Che sterpi e bronchi furiando mena,

E ne i vortici suoi gli assorbe e affonda.

De' vili affetti altri abbandona il suolo,

Ch'ebbe in balìa; sorpreso altri o sen muore,

O pur cercando va dall'onda scampo;

E ragion torna in suo possesso, e 'l duolo

Pur sgombra, e gode che a miglior cultore

Resti e a frutti miglior' libero il campo.