10 (508)
Quella, o sacro Orator, faconda piena,
Che i nostri petti impetuosa inonda,
Vien con così franco passo e con tal lena,
Che urtando ogni argin rompe ed ogni sponda;
E sì l'arsa de i cor' sterile arena
Con possente virtù bagna e feconda,
Che sterpi e bronchi furiando mena,
E ne i vortici suoi gli assorbe e affonda.
De' vili affetti altri abbandona il suolo,
Ch'ebbe in balìa; sorpreso altri o sen muore,
O pur cercando va dall'onda scampo;
E ragion torna in suo possesso, e 'l duolo
Pur sgombra, e gode che a miglior cultore
Resti e a frutti miglior' libero il campo.