10 - Or che gli acerbi tuoi gravi tormenti
Or che gli acerbi tuoi gravi tormenti
Con le nostre del ciel rendono oscure,
Signor, le guancie, ed a sì forti e dure
Pene lagrimar oggi, in croce, senti,
Fra gli alti stridi e voci più dolenti
Ch'escon de' cori affettüose e pure
Udrai la mia, che de le sue sventure
Pietà ti chier con dolorosi accenti,
Quanto puote pregando che la doglia
Spenghi di lei a cui (qual vero figlio)
Ungo le piaghe, sconsolato e mesto.
O, se forse mortal è il gran periglio,
Contra me il volgi, e quest'afflitta spoglia
Cada per lei, poi che per lei la vesto.