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Faccia la sua prigione in questo loco
l'anima peregrina, anzi la reggia,
dov'ella sforza Amore e signoreggia
e prende il fato e la fortuna in gioco.
E 'n queste luci, ch'io temendo invoco,
quando turbato il ciel tuona e lampeggia,
si mostri la pietate, e qui si veggia
che sdegno contra lei val nulla o poco.
Qui sieda maestate e qui sfaville
seco la gloria, e qui l'onore avvampi,
ch'a lui, che solo il dà, si volge e riede:
perché fra sì lucenti alme faville,
fra sì maravigliosi e chiari lampi
ha fatta ogni virtù felice sede.