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Spinta d'un generoso alto pensiero
talhor la speme al ciel s'inalza e sale,
e mi promette al fin trïomfo altiero
di questa guerra mia lunga e mortale.
Esce poi la raggion, scorta del vero,
e le tronca in un punto il volo e l'ale,
con darmi a diveder che, dov'io spero,
l'infermo mio valor giunger non vale.
Né dopo molto spatio in terra giace
che le crescon le penne, e con più lena
la rileva 'l pensier vano e fallace.
Esce pur l'avversaria e la raffrena:
così la mente, senz'haver mai pace,
tra duo sì gran contrarii i giorni mena.