101

By Erasmo da Valvasone

Chi piange in terra, in ciel prende conforto;

e 'l ben che s'ha ne la celeste stanza

tanto di questo mondo il mal avanza,

quanto eterno è quel ben, questo mal corto.

Quinci, sì come da tempesta in porto

s'abbia l'alma a ritrar, prendo baldanza

da questo duol, che per antica usanza

mi preme esser là su levato e scorto.

E ben per ciò devrei dolce e leggiero

ogni peso stimar, ch'al corpo infermo

il pietoso rettor del ciel m'impone:

ma io son carne; e cresca ancor più fero

(ch'io nol rifiuto) il mal, ma dammi in schermo

contra 'l senso, o Signor, l'alma ragione.