10
Rendi pace, per dio, al miser lasso
del suo fallir, ch'egli è ben tempo omai,
o signor mio, ché per soverchi guai
già più ch'Aglauro mi trasformo in sasso.
E' non conviensi a te loco sì basso
nel cor, sopra del qual trionfi e stai,
e se vendetta vuoi, esser dê' assai
dedotto avermi in sull'estremo passo.
E poiché non s'acquista gloria o palma
incontro a chi piangendo perdon chiede
e penitenza vuol del propio errore,
adunche, signor mio, aggi merzede!
miserere! soccorri pria che l'alma
esca del corpo per soverchio amore!