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By Niccolò Tinucci

Rendi pace, per dio, al miser lasso

del suo fallir, ch'egli è ben tempo omai,

o signor mio, ché per soverchi guai

già più ch'Aglauro mi trasformo in sasso.

E' non conviensi a te loco sì basso

nel cor, sopra del qual trionfi e stai,

e se vendetta vuoi, esser dê' assai

dedotto avermi in sull'estremo passo.

E poiché non s'acquista gloria o palma

incontro a chi piangendo perdon chiede

e penitenza vuol del propio errore,

adunche, signor mio, aggi merzede!

miserere! soccorri pria che l'alma

esca del corpo per soverchio amore!