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By Nicolò Franco

Messer Matteo mio caro, io m'indovino

che pur un tristo voi mi passerete,

ove tenuto forse già m'avrete

o per un santo o per un Cherubino.

Questo v'accetto ben, mio fratellino,

ma se buono è il giudizio che farete.

mi basta assai per quel che dir potete,

dirvi: m'ha fatto tristo l'Aretino.

Non vi può dunque forsennato o matto

il mio scriver parer, né stravagante,

se per l'istesso mio sangue cobatto.

E se nel dir mi fa sporco e furfante.

non mi fa l'Aretin, né mai m'ha fatto,

ne l'opre viziosissimo e ignorante.