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Sonavammi nel cor gli ultimi accenti
de le parole di la pura diva,
a le qual tutti ancor eramo attenti,
alor che la sua dotta bocca apriva
il Simonetta e fece un bel quesito
sedendo pur su la fiorita riva,
e disse ad ella: – Sentomi impedito
ora il discorso di la mente un poco
pel tuo parlar, madonna, da me udito:
in ne la mente mia non può aver loco
che nata dal iudizio umano sia
colei che fa di noi mortali un gioco.
Andarà talora un per una via
e accaderagli qualche gran ventura,
la qual non ebbe mai in fantasia:
questa tal sorte, o donna saggia e pura,
non viene dal iudizio, al mio parere,
a questo, il qual mai non gli pose cura.
Sì come alcuna volta può accadere
che caminando alcun tal gioia trova,
a cui fia cagion poi del suo godere,
quivi si vede aperta e chiara prova
che dal iudizio uman questa Fortuna
non nasce e d'altra causa par se mova –.
– O amico –, respose ella, – io son quella una
che Verità mi chiamo pura e netta
e mal starebbe in me macula alcuna,
però mi conviene esser circospetta
a la risposta di la tua richiesta,
per non restar da poi machiata e infetta.
Tu sai che molti han scritto sopra a questa
Fortuna e de trovarla affaticati,
e che ella sia ancora in dubio resta;
tutte opinione furno de i passati
e non certezza: e chi in casi, e chi in stelle
esser quella, e chi la pose in fati,
e chi la pose in mille altre novelle,
chi disse ch'era causa non intesa:
ditte di lei son tante cose belle.
Non essendo certezza ancor compresa,
dir voglio questa nova opinïone
sol per far teco alquanto de diffesa.
Se alcun di me dirà meglior ragione,
a quella sempre mai cedere intendo:
son Veritate e non Ostinazione.
Secondo che col mio veder comprendo,
da la Fortuna il caso è differente,
come verrovi a poco a poco aprendo.
Dico che questo caso è uno accidente
il qual procede solo da se stesso,
non da stelle o intenzion de umana mente,
sì come esperimento chiaro espresso
si vede in quel, che mai non gli ha pensato,
e pur trovar la gemma gli è concesso.
Ma sia come a te pare, o caso o fato,
io te concedo che l'umano intento
in trovar quella nulla ha adoperato.
Io tengo che Fortuna sia uno evento
che da l'umana intenzïon proceda,
come tu intenderai se stai attento.
Negar non si può ch'ella non posseda
ogni mondano ben, ma che non sia
Iudizio il patre suo, non fia ch'io ceda.
Dimme quel ch'ha trovato in ne la via
la prezïosa petra, se lasciarla
o prenderla non era in sua balìa:
donque questo prezzarla o desprezzarla
che non stia nel iudizio o voluntate,
questa vera opinion chi può negarla?
Perché le stelle solo han potestate
in la materia come inante hai detto,
in l'alma non, che influsso alcun non pate,
e sempre quasi vedrai in effetto
che pel tristo iudizio ogni mortale,
o suo o d'altri, è infortunato e abietto;
e così ancora è cosa naturale
che sia per bon iudizio l'om felice
o d'altri o suo, ben che fia ancor per male:
questo essere felice o infelice
per il iudizio umano o falso o vero,
mi par sia quel che Fortuna se dice.
Se fusse alcun che per meglior sentiero
di me vi guidi a retrovar costei,
seguite quel con cor puro e sincero,
però che, amici cari, io non vorei,
credendo seguir me, la via fallasti:
voi il tempo in van spendresti, io i passi mei.
Non voglio già che a questo alcun contrasti,
che veder non vi facci quanto è vana
questa che forse già molto apprezzasti
e che più apprezza ognor la gente umana –.