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La terza volta - ahi lasso me! - riveggio
Sulle tue sponde, o Tebro, e su i tuoi colli
D'erbe novelle e di fioretti molli
Alle tue ninfe prepararsi il seggio.
E questo Aprile ancor mirar ti deggio,
Quando a mio scorno fuor dell'onde estolli
Limoso il capo, e sorridente il crolli,
Guatando me, che qui mesto mi seggio?
Ah se premer potessi la tua sponda
Solo una volta con colei, che il Reno
Solea meco vedere a nuova fronda;
L'orgoglio tuo, o superbo, verria meno,
Te con scherno maggior sotto dell'onda
Correr facendo al mar, d'invidia pieno.