102

By Francesco Petrarca

O ch'amor sia, o sia lucida stella,

Te nel mio meditar forma sovente

Leggiadra, vaga, splendida e piacente,

Qual viva esser solevi e così bella.

Quivi con teco l'anima favella,

Ode e risponde e tanta gioia sente

Che la gloria del ciel crede nïente,

Quantunque grande, per rispetto a quella.

Ma com' la viva imagine si fugge

O rompesi il pensier che la tenea

E che 'n terra sei cener, mi ricorda,

Torna il dolor che mi consuma e strugge,

E prego te, che la morte mi dea

Di te seguir. Deh non esser più sorda!