102

By Simone Serdini

Io invoco e priego quello etterno Iddio,

che creò i cieli e 'l mondo di nïente,

che doni grazia allo 'ntelletto mio,

ch' i' metta in rima tutto apertamente

i sette salmi, i quali i' ho in desio

che alcun frutto ne pigli la gente:

perché si chiaman Penitenzïali,

ché spengon tutti i peccati mortali.

Era Davìt, profeta in gran valore,

sostenendo tormenti e pene assai,

per lo peccato suo e grande errore;

non potendo portar cotanti guai,

forte gridando, diceva: "Signore,

nell'ira tua non mi riprenderai,

nel furor tuo, Signor, ti vo' pregare

non mi corregga e voglia perdonare.

Signor, misericordia i' t'adimando:

tu fusti sempre misericordioso;

però ch'i' sono infermo e così stando

non potre' sostener, Signor piatoso.

L'ossa mie conturbate sono, e quando

ti pare e piace, Signor grazïoso,

mi sana, e fa che resti consolata

l'anima mia, ch'è forte tribulata.

E tu, Signor, al spirto mio converte,

e sì rileverai l'anima mia;

e fammi salvo fra le cose certe

per tua misericordia e cortesia;

ch'è nella morte molte gente isperte,

che di te si racordan tuttavia;

e in inferno, e' non t'è confessato,

per divina giustizia egli è dannato.

O Signor, s'io m'affatico nel pianto,

laverò ogni notte il letto mio

delle lacrime mie, ti dico, tanto

che la lettiera ancor bagnerò io.

Turbato dal furore è l'occhio, infranto

mi veggo crescer sempre in ogni rio:

e fra tutti i nimici miei invecchiato,

mi truovo dall'aiuto abandonato.

Partitevi da me, voi tutti quanti

ch'adoperate sempre iniquitate;

però che Dio, Signor di tutti i Santi,

ha essaldita la mia volontate;

e la mia voce intese e i miei pianti

per sua benignità e caritate:

e ha essaldito il pianto e l'orazione,

perc'ha aùto di me compassïone.

Tutti arrossischin, chi nel mondo stanno

che vanno conturbati nel lor cuore

quanti ne' secol de' secol saranno,

tutti fien maladetti dal Signore.

I miei nimici sempre mal faranno,

la forza manchi loro e 'l mal colore:

isvergognati fien velocemente

in nel cospetto di tutta la gente.

Finito è 'l primo salmo, e al secondo

i' mi distenderò per seguitare:

i' ho fallito, e già non lo nascondo,

per ignoranza e non per altro affare.

I' priego l'alto Iddio, Signor giocondo,

che nel seguire i' possa migliorare,

e che i nostri peccati ci perdoni,

sì che siàn fuor delle man de' demoni.