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By Giovanni Guidiccioni

Almo e beato giorno,

nel quale il giusto dolce Gesù mio

in croce morir volse

e da lacci e da reti il mondo sciolse,

che n'avea tese il nemico empio e rio,

deh, fia mai cor sì crudo che, mirando

quel santo petto, quelle mani e quelle

piante che solean già calcar le stelle,

trafitte al duro legno, lagrimando

non vada le sue pene e 'l nostro errore?

Deh, genti egre, meschine,

mirate il mio Signore

coronato di spine,

con gli occhi lagrimosi e il volto esangue,

mirate il sparso sangue

e i duri cori intenerite tanto

che versi duol la lingua e gli occhi pianto.