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By Matteo Maria Boiardo

Con che dolce concento insieme accolti

se vano ad albergar quei vagi occelli,

vegendo come l'umbra il mondo velli

e i ragi del gran lume in mar involti!

Felici ocei, che de ogni cura sciolti,

a riposar ne giti lieti e snelli!

Or par che 'l mio dolor se rinovelli

quando è la notte e non è chi l'ascolti.

E come l'aria intorno a noi se imbruna

così dentro se anera il pensier mio,

nel rimembrar de le passate offese.

Qui tutte le rivegio ad una ad una:

sua finta umanità, suo pensier rio

che se coperse sì quando mi prese.