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By Antonio Tebaldeo

Chi non scia come sorga primavera

al magior verno, come il corso a' venti

si toglia, al ciel le nube, a gli serpenti

l'aspro venen, le tenebre a la sera;

chi non scia come una più alpestre fiera

se plachi, come il mar tranquil diventi

quando è più in furia, e come i corpi spenti

resumer possan la sua forza intiera,

fermi l'occhio nel lume di costei:

dentro vi è Amor, che non scia star altrove,

superbo minaciando homini e dèi.

Quando in donna fur mai gratie sì nove?

Ma pensa quel che fa parlando lei,

se sol col sguardo suo fa tante prove.