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Tu, che il mar cangi in selve, Asia superba,
Tanti a' danni d'Europa abeti or armi,
Su quel lido, onde sciogli, e prendi l'armi,
Ricerca alquanto fra l'arena e l'erba.
E discuopri se il lido alcun riserba
Piccolo avanzo degli antichi marmi,
Troia, che ancor ne' celebrati carmi
Infelice per te memoria serba.
Poscia ch'avrai nel tuo pensiero accolto
Tutto l'orror, ch'in mille guise spira
Dal cadavero grande ivi sepolto,
Al tristo esempio e al valor nostro mira;
Poi di', fissando su Bizanzio il volto,
Se giova aver mossa l'Europa ad ira.