103r

By Filippo Scarlatti

Non ti fidar del falso faretrato,

che mai ottenne fé ch'egli abbia data,

e l'afritta Canace sventurata

memoria fanne e 'l suo 'nfelice stato.

Raguarda Lotto, il qual fu sì beato,

e venne in vizio colla figlia amata;

po' guarda Ecùba, che gì seperata,

e Fillis, ch'ebbe il suo voler saziato.

Ma l'ore perse sanza alcun sermone

dolgono al cor gentil, che le tien care,

ché 'n lor consiste l'opre giuste e buone.

Ma noi (che) 'l tempo usian sì disprezzare

che rende fama per suo guidardone

a chi 'n virtù 'l consum'a essercitare.

L'aiuto ch'io t'ho a dare

è che tu abbia il cor fervente e magno

e del car tempo far frutto e guadagno.