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By Giovanni Guidiccioni

Duo lustri ho pianto il mio foco vivace,

che fa cener del cor, preda di quelle

parti de l'alma sempiterne e belle

che dee sol infiammar divina face.

Se la tua santa man, Signor verace,

che coronato stai sovra le stelle,

lo stral che sì l'accese indi non svelle

com'avrò saggio de l'eterna pace?

come a te ne verrò? come qui mai

ti darò grazie di sì larghi doni,

che dovean affidar la mia speranza?

Il duro scempio e le mie colpe omai

rimovi e monda tu, né m'abbandoni

quella pietà che i nostri falli avanza.