104

By Antonio Tebaldeo

Scio che me acusarai qual negligente

e che tardo al tornare alquanto io sia;

ma se odirai perché lontano io stia,

sper che tue voglie restaran contente.

Tu dêi saper che in due parte, Quercente,

già me divisi: a Flavia l'alma mia,

a te il corpo donai. Per questo in via

mi messi, e per tuo ben son facto absente;

ché, essendo il spirto qui, venir fu forza

per sustentar la carne inferma e stanca:

lucerna senza humor presto se amorza.

Flavia perder non pò, perché gli è franca

l'alma, né mor se ben more la scorza;

tu nulla arai di me, se 'l corpo manca.