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Essendo in vision con Calïòpe
in un prato bel sott'un lauro pino
e, di là sorto, vien Tubalcaino
dicendo: - Vo' vi state così inope,
ed i' rivengo delle parti 'tiope
per coronar quel degno Pier Martino,
d'Orfeo la cetra darli e 'l ribechino,
per rïempier la voglia d'este lope -.
E così stupefatto, ecco Minerva
con Aganippe insieme e Citarea
imbasciador con loro e Polinnìa,
gridando: - Ov'è quel Pier, che ci conserva
en gloria e 'nnalza nostra gran nomea?
E noi coronian lui di poesia.
E gnuno ardito sia
toccar vivola o 'n versi dar sentenza,
se dal poeta Pier non ha licenza! -