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By Auteur inconnu

Spezzinsi i ceppi e le catene, ond'io

Vissi, ha tanti anni, indegnamente avvinto:

Non sia più mio tiranno un piacer finto,

Una folle speranza, un van desio.

Mondo, io ti lascio in sempiterno obblio:

Già dagli empj tuoi lacci ho il cor discinto.

Già m'ergo a te per naturale instinto,

Sommo Fattor, mio Redentor, mio Dio;

Poiché, qual fiamma, che l'oscuro e greve

Terren limo ha deposto, il volo stende

Ratta, e sen poggia al Ciel fulgida e lieve,

Tal l'Alma, allor che libertà le rende

Spirto, che da te muove, in te riceve

Penne, ond'al suo principio agile ascende.