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— Cessi, ch'egli è ben tempo, il canto mio,
col qual già lungo il Tagliamento trassi
le fere spesso ad ascoltarmi e i sassi,
mentre a lodar la bella Psiche uscìo.
Poi che da queste piagge ella partìo,
u' 'l dolce amor meco agguagliava e i passi,
seco ogni bene, ogni mia gloria vassi:
restate, o Muse mie, restate, a Dio.
Febo, i' t'appendo qui, su questa rupe,
la lira: tu fa' che nessun la mova,
s'egual non have al mio suggetto il canto. —
Sì disse Dafni; e tra spelunche cupe,
là 've d'entrare il sol la via non trova,
sen gì a dar loco al suo perpetuo pianto.