106

By Antonio Tebaldeo

O chiome parte de la treza d'oro,

de che fe' Amor il laccio ove fui còlto

qual simplice augelletto, e dal qual sciolto

non spero esser mai più se pria non moro,

io vi baso, io vi stringo, io vi amo e adoro;

perché adombrasti già quel sacro volto

che a quanti in terra sono il pregio ha tolto,

né lascia senza invidia il divin choro?

A vui dirò gli affanni e i pensier' mei,

poi che longe è madonna, e parlar seco

mi nega aspra Fortuna e gli empii dèi.

Lasso, guarda se Amor mi fa ben ceco!

Quando cercar de sciolgerme io dovrei,

la rete porto e le catene meco.