107

By Antonio Tebaldeo

Non mi dar noia, Amor, ch'io non ho l'ale

da volar, come tu, presto e legiero;

non ho Pegaso sotto per dextriero,

ma uno afflicto caval che poco vale.

Debil son io e debil l'animale

che mi sustenta, e temo in su il sentiero

restar morto cum lui; né mai più spero

veder colei ch'è diva, e non mortale.

Sì che va' inanti tu, s'hai tanta fretta;

nui dietro ti veremo a lento passo,

lui trafitto dal sprone, io da saetta.

A madonna dirai come ti lasso

a meza via, perché Morte me affretta:

ma che non è il desio, se 'l corpo è lasso.