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By Giacomo Leopardi

Se 'l pensier che mi strugge,

Com'è pungente e saldo,

Così vestisse d'un color conforme,

Forse tal m'arde e fugge,

Ch'avria parte del caldo;

E desteriasi Amor là dov'or dorme:

Men solitarie l'orme

Foran de' miei piè lassi

Per campagne e per colli;

Men gli occhi ad ogni or molli;

Ardendo lei che come un ghiaccio stassi,

E non lassa in me dramma

Che non sia foco e fiamma.

Però ch'Amor mi sforza

E di saver mi spoglia,

Parlo in rim'aspre e di dolcezza ignude:

Ma non sempre alla scorza

Ramo, nè 'n fior, nè 'n foglia,

Mostra di fuor sua natural virtude,

Miri ciò che 'l cor chiude,

Amor e que' begli occhi

Ove si siede all'ombra.

Se 'l dolor che si sgombra,

Avven che 'n pianto o 'n lamentar trabocchi,

L'un a me noce, e l'altro

Altrui, ch'io non lo scaltro.

Dolci rime leggiadre

Che nel primiero assalto

D'Amor usai, quand'io non ebbi altr'arme;

Chi verrà mai che squadre

Questo mio cor di smalto,

Ch'almen, com'io solea, possa sfogarme?

Ch'aver dentr'a lui parme

Un che Madonna sempre

Dipinge e di lei parla:

A voler poi ritrarla

Per me non basto; e par ch'io me ne stempre:

Lasso, così m'è scorso

Lo mio dolce soccorso.

Come fanciul ch'appena

Volge la lingua e snoda;

Che dir non sa, ma 'l più tacer gli è noia;

Così 'l desir mi mena

A dire; e vo' che m'oda

La mia dolce nemica anzi ch'io moia.

Se forse ogni sua gioia

Nel suo bel viso è solo,

E di tutt'altro è schiva;

Odil tu verde riva,

E presta a' miei sospir sì largo volo

Che sempre si ridica

Come tu m'eri amica.

Ben sai che sì bel piede

Non toccò terra unquanco,

Come quel di che già segnata fosti:

Onde 'l cor lasso riede

Col tormentoso fianco

A partir teco i lor pensier nascosti.

Così avestu riposti

De' bei vestigi sparsi

Ancor tra' fiori e l'erba;

Che la mia vita acerba

Lagrimando trovasse ove acquetarsi.

Ma come può s'appaga

L'alma dubbiosa e vaga.

Ovunque gli occhi volgo,

Trovo un dolce sereno,

Pensando: qui percosse il vago lume.

Qualunque erba o fior colgo,

Credo che nel terreno

Aggia radice, ov'ella ebbe in costume

Gir fra le piagge e 'l fiume,

E talor farsi un seggio

Fresco, fiorito e verde.

Così nulla sen perde:

E più certezza averne, fora il peggio.

Spirto beato, quale

Se', quando altrui fai tale?

O poverella mia, come se' rozza!

Credo che tel conoschi:

Rimanti in questi boschi.