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Ovidio, Tulio e 'l Dante fiorentino,
se l'opre loro avessin fatto in prosa,
non arien tratto spina della rosa,
qual festi voi in un vulgar latino.
Umano spirto siate, ma divino
m'assembra fantasia maravigliosa;
veduta l'opra vostra virtudiosa,
forzato son venire a capo chino,
perché, considerata l'amicizia
crïata fra noi dua e 'l grand'amore,
non par ch'al voi servir gusti avarizia.
Quanto d'amor discesti con valore,
trattando quel che segue in pudicizia,
e com'al fin po' quello è mancatore!
Conosco il mio errore:
più giorni per trovarvi a san Simone
venni per dirvi il fatto del Comune.