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By Simone Serdini

Signor mio, essaldi l'orazïon mia,

che negli orecchi tuoi riceverai

e 'n la tua verità per cortesia;

in tua giustizia mi giudicherai:

del servo tuo non guardar la follia

né 'n giudicio con lui non enterrai,

perché nel tuo cospetto veramente

non giustificherà sé ogni gente.

Però ch'ell'è molto perseguitata

dallo nimico mio l'anima mia,

coll'occhio della tua piatà mi guata,

ché in iscurità sto tuttavia;

e con ansïetà è tribulata,

e come morto io vo' dir<e> ch' i' sia:

ed è sì forte il mio cor conturbato,

ch'io non fu' mai in nel piggiore istato.

E ancora i' mi son po' ricordato

delle gran cose c'ha fatto il Signore,

e ne' tempi passati ho cogitato

delle operazïone e del valore,

e ho le mani a te, Signor, levato;

e l'anima mia è secca e senza amore,

come terra senza acqua, e non fa frutto:

se non m'aiuti, i' mi vengo men tutto!

E non rimoverai da me la faccia,

o Signor mio, per la tua caritade;

e ch'io sia di color mai non ti piaccia

che saran messi nella oscuritade;

e di darmi udïenza non ti spiaccia

e la mattina per la tua piatade

la tua misericordia mi darai,

perché 'n te spero e sempre mai sperai.

O Signor mio, ancor ti manifesta

a me, e sì mi mostra quella via

per la qual vuoi ch' i' vada, che sia presta,

però che a te levai l'anima mia.

Levami da' nimici senza resta

(i' son fuggito a te per cortesia)

e la tua volontà m'insegna fare:

tu se' mio Iddio e te vo' seguitare.

E lo spirito tuo e buono e santo,

ch'allumina la mente e 'l nostro core,

per tua benignità mi farà tanto

che mi rimetterà 'n tua via, Signore,

qual è diritta e giusta in ogni canto.

Per lo tuo santo nome, o Crëatore

e nella tua giustizia mi farai

ch' i' sarò vivo quando giudicrai.

L'anima mia, Signor, tu caverai

d'ogni tribulazione e di spavento;

e' miei nimici da me leverai

per tua misericordia e piacimento;

e similmente da me scaccerai

tutti coloro che mi dan tormento:

però che sempre son tuo servidore

e tu dirittamente mio Signore.

I sette salmi io ho scritto in rima

a riverenza dello etterno Iddio;

Signore Iddio, com'i' dissi di prima,

i' so ch' i' ho fallito nel dir mio;

ma nondimen dal piè fino alla cima

ogni intelletto e ogni mio desio

ho messo qui: e però, avendo errato,

piacciati, Iddio, avermi perdonato.