109 (Francesco da Canni)

By Filippo Scarlatti

Capo di ghiozzo e viso di mellone,

battezzato Castron per carestia,

i' non so onde diavol tu ti sia

uscito col superbio tuo testione.

Nella vista tu pari un pecorone

di giracò pasciuto in Balordia,

ma per la verga, che ti vadia via,

i' ne vorrò cavar qualche ragione.

So che se' de' Martini; i' tel confesso:

Martin vuol dir di capre guidaiuola.

Dunque se' becco, orsù sieti concesso.

Nella tuo vòta e quadra capacciuola,

ove Boezio in carne s'è rimesso,

trarmene fa' questa sentenzia sola,

ché, per una parola,

se' or qual fusti il dì chi ti conobbi:

un di que' che per piagner si son gobbi.