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Allor che gli elementi il Fabbro eterno
Trasse dal nulla, e 'l Ciel sparse di stelle,
Della gran mente sua nel cupo interno
Eran l'idee di cose altre più belle.
Scelse il provvido suo saggio governo
Quinci due vive e splendide fiammelle,
E tai le scelse, che in paraggio io scerno
Oscuro il Sole; e, vòlto il guardo in elle:
"Voi," disse, "voi nell'avvenir sarete
Del mio sommo poter, dell'infinita
Mia bontà fidi testimonj in terra."
Ne ornò poscia il tuo volto, in cui si serra
Ciò che per meraviglia il Mondo addita,
E fisse in lui d'ogni beltà le mete.