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Sul Mare Ibero al trapassar de' lustri
Ricca si feo marina Conca e bella,
E dal Ciel bevve le rugiade, ond'ella
Col parto di sue perle il Mondo illustri.
Poi non per luoghi incogniti e palustri,
Ma nel più chiaro seno amica stella
Trassela, e qui, dove il valor s'abbella,
Aperse in Flora i suoi bei pregi illustri.
Alfin da lei questa sì vaga e colta
Perla, cui il Cielo alta virtude infonde,
Nacque, tra l'aure più serene accolta.
Ma il Ciel, perché non pèra, oggi dall'onde
Di tempestoso Mar per sé l'ha tolta,
E in bel Tesor d'eternità l'asconde.