11 (302)
Morte, il tuo fero artiglio invan si stende:
Non son per te sì gloriose prede.
Ecco Maria, che dal Sepolcro ascende
Più che mai bella inver' l'eterea sede.
Ed oh qual pompa! Ecco, ove Cintia splende,
Passa, e la Luna le fa soglio al piede;
Oltre si avanza, e dove il Sol s'accende,
Farle ammanto co i raggi il Sol si vede.
Giunge all'ultime Stelle alto lucenti;
Là s'incorona; il Ciel s'aprio: scorgete
Venirle incontro le beate Genti,
Gli Angeli, il Figlio. Oh sante gioie, e liete,
Chi può ridirle? Serafini ardenti,
Ditele voi, se dir tanto potete.