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Qual cacciator per selve affaticato,
Appo d'un fiume il cieco Amor sedea,
E d'una intensa fiera sete ardea
Con mille e mille altri Amorini a lato.
Io, che fanciullo il vidi e disarmato,
L'onda a ber l'esortai, ch'ivi correa:
Ma disse che il mio sangue ei sol volea,
Che il sangue gli era d'ogni umor più grato.
E tosto preso il forte arco, sì rio
Colpo ver' me scagliò, che dal mio seno
Sgorgò di sangue, ahimè, ben largo rio.
E se affatto allor Io non venni meno,
Fu perché quel crudel, che mi ferio,
Mie vene empì del vital suo veleno.