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Qual presa fera in cittadino tetto,
Sempre intorno ad un palo invan girai,
A cui m'incatenò sozzo diletto,
E diritto sentier non corsi mai.
Pur sdegnoso de i ferri, onde fui stretto,
I ferri scossi, e libertà gridai;
E tanto piacque al Ciel quel mio dispetto,
Che le catene in sua virtù spezzai.
Rimango qual Prigion, cui si concede
Improvvisa pietà del lungo affanno,
Che sciolto non si parte, e ancor nol crede.
Deh quai penne, o Signor, mi porteranno,
Che, finché in suo vigor l'anima riede,
Non mi raggiunga il mio crudel Tiranno?