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“Peccai; ma qual del mio peccar vendetta
Prese di Dio l'ira fumante ultrice?
Peccai, ciò che più aggrada e più diletta
Seguendo ognor, senza curar s'ei lice.
Peccai; ma non dalle mie colpe infetta
Restò mia gioia, e son qual fui, felice.
Folle chi, 'l mal temendo, il male affretta.”
Sì dice l'empio, ed orgoglioso il dice.
Ma sì dicendo di pietà men degno
Lui rende il temerario alto ardimento,
Che passa, ohimè, d'ogni protervia il segno.
Ecco lui scosso intanto, ecco lui spento
Dal non temuto in prima eterno sdegno,
Tanto feroce più, quanto più lento.