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By Auteur inconnu

Traggo i giorni piangendo; ed in quell'ore,

Che han di riposo i miseri mortali,

Spero nel sonno, obblio dolce de' mali,

Riposo anch'io, ma non mai dorme Amore.

Vegghia a' miei danni; e nell'amico orrore

Quella, ond'ebbero forza in me suoi strali,

Mi pinge, ad altri appresso, i suoi vitali

Chiuder bei lumi. Ahi vista, ahi fier dolore!

Pur se m'apre le luci in quell'istante

Pietoso il duolo, anco i fantasmi orrendi

M'ingombrano d'orrore il cor tremante.

“Crudele Amore,” esclamo in mesti accenti,

“A che con finti affanni ancor m'offendi,

Se m'uccidono i tuoi veri tormenti?”